CHI SIAMO
Ma dopo la prova di queste divisioni uscirà da una Chiesa interiorizzata e semplificata una grande forza.
Gli uomini che vivranno in un mondo totalmente programmato vivranno una solitudine indicibile.
Se avranno perduto completamente il senso di Dio, sentiranno tutto l’orrore della loro povertà.
Ed essi scopriranno allora la piccola comunità dei credenti come qualcosa di totalmente nuovo:
lo scopriranno come una speranza per se stessi, la risposta che avevano sempre cercato in segreto.
(Prof. Don Joseph Raztinger, 24 dicembre 1969, ai microfoni della Hessischer Rundfunk)
Il Gruppo Fides et Ratio nasce nel dicembre del 2018 ad iniziativa di alcuni giovani bresciani, allora ancora adolescenti, che ricercavano momenti formativi - religiosamente e culturalmente - alternativi e innovativi, in risposta all’assenza o all’insoddisfazione dei percorsi proposti dalle tradizionali agenzie di formazione religiosa e culturale (parrocchie, oratori, catechismo, scuola, università, associazioni, ecc.).
Tutti i giovani e le loro famiglie che, nel corso di questi anni, hanno aderito e partecipato ai progetti di Fides et Ratio condividono le tre parole che, nella lingua latina, designano l’essere amici: Amici, Socii et Comites.
Diventano veramente Amici coloro che, da una iniziale e semplice simpatia, colgono appieno il senso profondo di questo stato dell’animo: syn-pazein, parola greca da cui deriva il termine italiano simpatia, indica un “sentire-soffrire” (pazein) “insieme” (syn).
I veri Amici diventano solo coloro che sanno sentire-insieme e soffrire-insieme per il bene dell’Amicizia. Amici rimangono solo coloro che sanno di essere anche socii, che danno vita a una societas, un gruppo che condivide valori, ideali, scopi e obiettivi comuni. Amici restano solo coloro che diventano Comites - dal latino compagni di viaggio - che insieme accettano di fare un cammino di condivisione sincera e leale; e anche di concrete e impegnative esperienze di vita comunitaria.
Il “viaggio” dei giovani di Fides et Ratio nasce e si è sviluppato nel corso degli anni da una precisa presa di coscienza: “ Con estrema lucidità dobbiamo constatare che non siamo alla fine della Storia, ma stiamo assistendo alla fine di una storia; che non siamo alla fine del Tempo, ma stiamo assistendo alla fine di un tempo; che non siamo alla fine del Mondo, ma stiamo assistendo alla fine di un mondo” (cfr. I Dialoghi e le Conversazioni del Giubileo. Ri-pensare l’Europa, Ri-pensare il Mondo: varcare le soglie della Speranza che non delude).
Ci pare d’intuire che un’epoca si stia chiudendo, o per meglio dire, una ἐποχή (epoxé),una parentesi o una sospensione, stia avvenendo - sotto i nostri occhi - nella storia contemporanea. A onor del vero, dovremmo dire una doppia parentesi o sospensione.
Si sta chiudendo - con le contorsioni e anche le violenze, che segnano sempre i passaggi epocali - l’epoca apertasi con l’Illuminismo, fondata sul triplice assunto di individualismo, scientismo e progressismo.
L’individualismo è, ormai, giunto alla fase più folle della sua evoluzione trasformandosi, nelle persone meno accorte, in relativismo assoluto e nichilismo radicale; in una nuova gnosi, dove l’io si fa “dio”; mentre, al contrario, le élite (politiche, finanziarie, economiche e culturali del mainstream) sono dichiaratamente e sempre più apertamente “demofobiche”.
Lo scientismo ha ceduto il passo al tecnicismo hi-tec, dove il principio di verificabilità è stato sostituito da un QR-Code, e la “scienza” - come ai tempi del Covid-19 - viene invocata come una Musa innominata, per giustificare le scelte più folli e sconsiderate. Il progressismo si è tolto la maschera e da “populorum progressio” (progresso dei popoli), essendo ormai evidente il default del sistema del cosiddetto Occidente, si è trasformato nel transumanesimo, per il quale non si punta più al progresso dell’umano ma al suo superamento e annichilamento. Si chiude, poi, l’epoca apertasi negli anni Novanta del Secolo scorso di un mondo unipolare e auto-celebratosi come vincente e insostituibile.
Di fronte alle enormi sfide “di un’altra Storia”, “di un altro Tempo” e “di un altro Mondo” - che sono già davanti a noi - Fides et Ratio vuole essere un concreto ed esigente progetto di formazione per le nuove generazioni di protagonisti - e se possibile di nuovi responsabili - per costruire insieme “un’altra Storia”, “un altro Tempo” e “un altro Mondo”, migliori di quelli che ci stiamo lasciando alle spalle.
Nel corso degli anni, l’estendersi delle attività e della partecipazione ai progetti del Gruppo Fides et Ratio ha reso necessario ricercare una strutturazione giuridica adatta a sostenere il futuro di Fides et Ratio. Grazie all’iniziale sostegno della Fondazione Kristina Bieler Stefanini, Il 19 giugno 2025, nella Solennità del Corpus Domini e nel 43.mo anniversario dell’ordinazione sacerdotale di Sua Santità Papa Leone XIV, è stata ufficialmente costituta in Brescia la Fondazione Fides et Ratio E.T.S. per la formazione delle nuove generazioni, ufficialmente riconosciuta il 5 settembre 2025 e iscritta al RUNTS con Atto Dirigenziale n. 3061/2025.













